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Tutti i pregiudizi 
che inquinano la nostra acqua 
 
Comprare acqua in bottiglia trasportata da una parte all’altra del Paese a bordo di camion quando si potrebbe averla tranquillamente dal rubinetto di casa è una cattiva abitudine che si regge su una grave carenza di informazione e una buona dose di pregiudizi. 
 
1 L'acqua in bottiglia ha meno residuo fisso di quella del rubinetto 
Falso. Basta far bollire e prosciugare in un pentolino dell’acqua in bottiglia per rendersene conto. Spesso le acque in bottiglia sono più ricche di calcare e di sali minerali rispetto a quelle d’acquedotto e per legge possono superare anche i 1500 mg/l di residuo fisso. 
 
2 L’acqua in bottiglia non è poi così cara. 
Falso. Il costo oscilla tra i 20 e gli 80 centesimi al litro, cui bisognerebbe aggiungere il costo di smaltimento delle bottiglie. Un prezzo simile a quello della benzina, al netto delle tasse. L’acqua d’acquedotto invece costa qualche centesimo al metro cubo (mille litri), ossia mille volte meno. 
Forse è per questo che qualcuno ci vuol convincere che non sia buona...
 
3 L’acqua in bottiglia è più controllata. 
Falso. Per legge i controlli sull’acqua dell’acquedotto pubblico sono più frequenti e i parametri hanno valori più restrittivi . In più l’acqua in bottiglia dopo l’imbottigliamento non può essere più controllata, ma la qualità può peggiorare anche di molto se viene conservata alla luce e al caldo (es. in depositi all’aperto, sui balconi delle abitazioni, ecc). 
 
4 L’acqua in bottiglia è pura di fonte, mentre quella dell’acquedotto è trattata. 
Falso. Anche l’acqua pubblica è spesso acqua di falda non trattata: è così per metà dei comuni in provincia di Milano, ad esempio. Negli altri casi l’acqua è trattata per rispettare i valori dei parametri previsti dalla normativa. Qualora si avvertisse odore di cloro, sostanza del resto assolutamente innocua, basta versare l’acqua in caraffa e lasciarla riposare qualche minuto: il cloro evapora molto rapidamente. 
 
5 L’acqua in bottiglia si conserva pura, quella dell’acquedotto si contamina strada facendo. 
Falso. Semmai è vero il contrario: i casi di contaminazione di acqua in bottiglia ad opera di sostanze presenti nella plastica sono oggetto di una vasta letteratura scientifica. I rischi sono maggiori se le bottiglie vengano conservate al caldo o alla luce. L’acqua d’acquedotto invece è in pressione, scorre e si rinnova di continuo. 
 
Quanto paga e quanto inquina mediamente in un anno una famiglia di 4 persone 
 
Una famiglia di 4 persone che consuma acqua in bottiglie di plastica nella misura di 1 litro a testa al giorno deve sopportare questi costi: 
 
1. Costo medio dell’acqua:  
EURO 300,00  
2. Consumo di petrolio per fare le bottiglie: 
LITRI  32  
3. Consumo di acqua per fare le bottiglie: 
LITRI 560  
4 Acqua sprecata nelle varie fasi di lavorazione: 
LITRI 3.360  
5 Consumo di carburante per il trasporto delle casse d’acqua: 
LITRI 32 
 
A tutto questo vanno aggiunti i costi ingenti per lo smaltimento delle bottiglie di plastica e l’inquinamento ambientale, derivante anche dall’emissione dei gas immessi nell’aria dai veicoli preposti al trasporto dell’acqua, per bere acqua in bottiglie di plastica invece dell’acqua potabile che sgorga dal rubinetto di casa. Evidentemente pensa di ottenere vantaggi superiori ai costi economici che sostiene e ai danni ecologici che genera. Dal punto di vista chimico e batteriologico questi vantaggi non ci sono. Dal punto di vista organolettico possono esserci se l’acqua distribuita dall’acquedotto è troppo clorata. Ma per toglierle il sapore del cloro è sufficiente scaraffarla con un po’ di anticipo, o utilizzare appositi filtri ai carboni attivi che con un costo molto minore, senza fatica né perdite di tempo consentono di eliminarlo.